Caudium era il principale centro dei caudini, tribù Sannita insediata nel territorio posto alle pendici del massiccio del Taburno. A Nord c’era Telesia nei pressi della confluenza dei Fiumi Calore e Volturno, l’attuale San Salvatore Telesino, ad est Saticula su un alto terrazzo naturale affacciato sul fiume Isclero, l’attuale Sant’agata dè Goti, a Sud Caudium ai piedi del grande Taburno protesa verso la valle Caudina, l’attuale Montesarchio. Caudium controllava la valle caudina, naturale asse di collegamento fra il Tirreno e l’Adriatico, luogo di passaggio di idee e di scambi, futura via Appia. Tale posizione l’ha resa a lungo fiorente. Dell’antico centro conosciamo soprattutto la ricca necropoli, formata da tante tombe di diversa tipologia, poste all’esterno dell’abitato; ne sono state scavate oltre tremila, ma il numero era senz’altro superiore. Purtroppo tanto è stato trafugato e disperso sul mercato clandestino. In epoca più antica (IX-VIII sec a.C.) le tombe erano a fossa all’interno di un cerchio di pietre con pochi oggetti prevalentemente in metallo. Successivamente (fine VIII – VI se. a.C.) i corredi si arricchiscono con vasi legati al consumo di cibo e bevande; le armi distinguono le tombe maschili da quelle femminili, che presentano invece fuseruole e rocchetti d’impasto. Col passare del tempo il corredo privilegia oggetti legati al consumo del vino per poi ridursi al solo cratere, il grande vaso in cui si mescolava il vino con l’acqua durante il simposio.

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